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Come si svolge l’inganno del bene. Il bene che va in svolgimento
mi lascia dimenticare la parte propria
dell’Agente Figliale.
La mia assorbe la sua che più non sento. La coscienza
Pneumatica fatta su dal Paterno Agente prende e divora,
e me ne dà un grande e immenso piacere.

I 5 famosi passaggi: ‘Male che sento, dolore che provo,
tensione che approvo, potere che ritrovo, aiuto che mi dà
ristoro’ li abbiamo collocati in una persona vivente, e li
abbiamo fatti vivere in un ammalato, che ha tutta la volontà
di conseguire la sua prima assoluzione, e dispone l’occorrente.
Eccolo, in sintesi, l’ammalato:
1) Un battesimo cresimato cosciente.
2) Lo spirito di amore Figliale mandato in coscienza.
3) L’attenzione tutta concentrata sul flusso continuo della
morte dell’amore nel peccare istintivo e razionale.
Come l’Agente Figliale è pronto con tutta la sua luce e la
sua forza, così l’ammalato coagente è pronto con tutto il
suo dispositivo umano e cristiano. Agente e coagente sono
pronti ad agire simultaneamente. Ecco la nostra azione:
accorriamo insieme ad ogni peccare istintivo e razionale
di amore di odio, prontamente ci diciamo di no al prendere
e all’uccidere. Quella libera morte che ci diamo, annulla
l’azione dell’Agente Paterno, e ne sciogliamo la morte
e ne facciamo Agente di vita.
La prima assoluzione è metamorfosale: la si ha con una
metamorfosi: dalla morte dell’amore passiamo alla vita
dell’amore. Con un termine generico: sciogliamo il male,
ed ecco il bene. Sciogliamo l’amore per me, ed ecco in
produzione l’amore per gli altri.
Con assoluzione continuata noi passiamo dall’egoismo
all’altruismo, dall’individualismo al solidarismo. Dico
‘passiamo’, e siamo realmente in due a passare: l’Agente
Paterno e io: coagente umano. Siamo in due a compierlo:
l’Agente Figliale e io: coagente cristiano. Libera morte
attiva, assoluzione metamorfosale; il bene che ne viene
dovremmo sentirli noi: Agente Figliale e io coagente.
Dovrei sentirli più suoi che miei: io seguo Lui, mai lo precedo.
Il sincronismo è mio, non è suo.
La parte sua pur conoscendola bene tende a scomparire. Il
suo, lo sento mio. Dovrei pensarla di continuo, ma questo
non mi è facile, perché la sua parte è tutta spirituale e mi
sfugge, mentre la mia mi è sempre davanti: la mia coscienza,
la mia attenzione, il mio no fatto cadere sull’amore per
me, e poi il bene che prende il via.
Pian piano la sua parte si va obliando, la mia si va sempre
più affermando, fino ad assorbire la sua, e va a confluire
in quella azione di vita, in quel bene che prende il via dalla
mia prima assoluzione. Quel bene lo tiene l’Agente
Figliale con me. Già incline a dimenticare Lui e a sentirmi
solo in campo, io non riesco a sfuggire alla prepotente
invadenza dell’Agente Paterno. È Lui l’orco infernale che
con un colpo preciso allunga la mano e si impossessa del
bene neonato, e se lo ingoia avidamente.
Lui se lo divora, e a me ne fa sentire il piacere. Il bene che
si va svolgendo finisce nelle nostre fauci infernali, e ce lo
gustiamo con immenso piacere. L’inganno del bene si va
dilatando. L’Agente Paterno fa del cristiano un produttore
di bene, un ostensore di bene. Un catalizzatore di attenzione.
Un aspiratore di credibilità. Un divoratore di gloria.
Un appropriatore del bene. Un vendicatore. Un fustigatore
del male.

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