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Una idea rapisce i poveri alla Chiesa. Sono i poveri artefatti:
fatti con arte diabolica dai pochi ricchi. L’idea: mettiamo
il piacere nelle mani dei poveri. L’idea fa bene
(società russa) e fa presto (rivoluzione armata). Convince.
La si esporta, e diventa un’idea messianica. Dei poveri,
però, non ne fa né potenti, né piccoli. Fallimento.

Al sentire di amore per me e di odio, l’Agente Figliale con
me coagente cristiano, non appena l’amore di odio mi da il
sentire del piacere, ci neghiamo il piacere del prendere e
dell’odiare. Sciogliamo la morte del piacere Paterno, ed
ecco la vita. È la prima assoluzione che viene da metamorfosi
per libera morte. Sciolgo l’amore per l’io, ed ecco in
azione l’amore di Dio, e che genera il bene fatto, e va diritto
ai figli suoi qui viventi: sono quelli che facendo il piccolo
vanno in comunione di vita con Lui. Amo Dio facendo
ogni bene ai piccoli suoi. Ma i piccoli, tutti poveri, sono
relativamente pochi, mentre i semplicemente poveri sono
sempre una massa enorme. Il cristiano dallo spirito di
Cristo è mandato a tutti i poveri con un solo intento: fare
dei poveri altrettanti piccoli; solamente allora il cristiano
non si inganna e non inganna il povero. Evangelizzare i
poveri per farne dei piccoli. È la vera e l’unica missione del
cristiano, e quindi della Chiesa: fare dei poveri altrettanti
piccoli, che sappiano subire l’ingiustizia umana in modo
divino. Perché è mandata soprattutto ai poveri e non ai ricchi?
I poveri sono la maggioranza; i ricchi una minoranza.
Inoltre, è più facile fare dei poveri altrettanti piccoli, ma
immensamente più difficile dei ricchi farne dei piccoli. Non
ha sbagliato la Chiesa del dopo Concilio a partire dagli ultimi,
dai poveri; come non ha sbagliato a fare dei poveri una
scelta preferenziale: opzione preferenziale dei poveri. La
Chiesa ha sempre prestato attenzione ai poveri, e li ha sempre
soccorsi nelle loro necessità. I poveri erano suoi. Ma nel
nostro secolo nel quale i poveri si sono sviluppati in una
classe sociale: quella operaia, ricca di figli (proletari), ma
povera di mezzi e di potere, una mano nemica glieli ha
strappati. Non sono più poveri naturali, ma artificiali.
1) Quelli naturali sono dovuti alle condizioni naturali di
vita. Una prolungata siccità provoca una grave carestia;
la carestia produce una fiumana di poveri. Tutti naturali.
2) Diversi i poveri artificiali: quelli prodotti con arte. Arte
diabolica presente ed operante nel ricco, il quale fornendo
il lavoro ad una massa operaia, la può liberamente
sfruttare: eccesso di lavoro in condizioni prive di
qualsiasi difesa o sicurezza, minimo di retribuzione.
In quelle occasioni, per quei poveri sociali nel secolo scorso
è spuntata un’idea: i ricchi comandano, i poveri subiscono.
Portiamo i poveri al comando (dittatura del proletariato),
e li avremo liberati dalla schiavitù (redenzione
sociale) dei padroni. Occorreva fare presto, e fare bene. La
società più esplosiva agli inizi del secolo era quella russa,
e là si è dato il via alla realizzazione di quell’idea.
L’idea è di Marx; la realizzazione di Lenin. La scelta fu
indovinata. Occorreva fare presto: la via non poteva essere
che la rivoluzione armata. La rivoluzione armata trova
nella Chiesa un nemico pericoloso in lotta contro l’odio
per la difesa dell’amore. Di qui, la persecuzione religiosa
scatenata dagli atei materialisti. L’idea ha affascinato
invece i poveri che chiamo sociali, e li ha perfettamente
conquistati. Ma poi, l’idea si è dilatata più di una macchia
d’olio, ed è stata ora esportata con la propaganda, ora
imposta con la forza. In pochi decenni è diventata un’idea
quasi mondiale, capace di competere efficacemente con la
Chiesa universale e di liquidarla per sempre. Una formidabile
idea messianica nuova. I poveri sociali della nostra
Italia lasciano la Chiesa, per sposare la nuova idea messianica.
Dei poveri sociali essa ne voleva fare dei grandi e dei
potenti; non ce l’ha fatta, e l’ha capito. Ma la Chiesa è
stata affascinata da quel tentativo, e ne ha fatto la sua imitazione,
rinunciando in questo modo alla sua missione.

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