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Unico bene ecclesiale appariscente che non soggiace
all’inganno del bene. Bene appariscente. Bene prevaricante.
Bene latente. Bene rassicurante. Ma Gesù lo vuole
appariscente. Quale? Il bene che dà gloria al Padre,
mostrandone il suo fare. Il piccolo è l’unico bene appariscente
che non cade nell’insidia satanica.

Dalla prima assoluzione che va in ripetizione negandomi
il piacere di amarmi e di odiare, incomincia a fluire il
bene, piacevolissimo all’amore per me. Me lo prendo e me
lo gusto con un immenso piacere. Il piacere del bene:
inganno secondo, dal quale neppure Cristo è riuscito a
liberare le persone di Chiesa ebraica. L’amore per me non
solo divora il bene che gli si presenta, ma ne produce del
suo. Per questo mi fa diventare generatore di bene appariscente.
Bene sociale equivale a bene appariscente. Non è
il solo. C’è anche un bene ecclesiale: è il bene che scorre
nella Chiesa Figliale, e che dovrebbe sciogliere il male che
scorre nella Chiesa Paterna che è la morte dell’amore.
Molto vario, il bene ecclesiale. Quello reale, quello legale,
quello associativo. Il reale caritativo tende fortemente
a diventare appariscente. Il legale lo è per natura.
L’associativo costituisce una scelta di appariscenza. Solo
il bene reale sacrificale: il fare il piccolo, va sicuro dall’insidia
della appariscenza. Nascono così due equazioni:
bene appariscente sinonimo di bene prevaricante. Bene
latente (nascosto) è sinonimo di bene rassicurante. Di conseguenza
bando al bene appariscente, e incremento a quello
nascosto. Senonchè sembra che andiamo ad urtare contro
il pensiero di Gesù riportato dal Vangelo.
Presentate le 8 Beatitudini, il Vangelo le qualifica come
sale della terra.
Lo sono coloro che le incarnano nella vita. Orbene, la luce
di quei ‘Beati’ è del tutto naturale che risplenda: ‘Così
risplenda la vostra luce dinnanzi agli uomini, perché vedano
le vostre opere buone e glorifichino il Padre vostro che
è nei cieli’. ‘Come una città sul monte non può essere invisibile,
e come una lucerna la si mette sopra il lucerniere,
perché faccia luce nella casa’. Il bene dunque deve essere
appariscente, e questo per volontà di Dio; e come possiamo
allora affermare - ci sorge spontanea la domanda - che
la appariscenza è una insidia satanica? La buona luce
Pneumatica ci viene incontro, e allora non ci è più di fatica
fare luce su quella Parola. Le opere buone che glorificano
il Padre nostro.
Glorificare (far vedere) è far brillare (far conoscere) il
Padre celeste. Ma in che cosa? Nelle sue opere. Il mio fare
fa conoscere il suo. E il suo, qual è? Il Padre è il piccolo
eternale, e così lo è: è espropriazione, è cessione, è personificazione, è comunione di vita. Il Padre è pure il piccolo
tendenziale. Nel talamo eternale non può amare fino a
lasciarsi odiare. Per poterlo, va in metamorfosi, e per essa
si fa cedibile e moribile. Il piccolo tendenziale e la potenza
creativa equivalgono. Il piccolo crea.
Il Padre ama fino a lasciarsi odiare, e non solo temporaneamente,
ma eternamente, come in Satana. Questa è
novità nascosta che il Figlio viene a palesare e a rendere
appariscente. Il Figlio fa il piccolo, e con questo dà la massima
gloria al Padre suo. Il cristiano è chiamato a far conoscere
al mondo che il Padre ama solo così: facendo il piccolo.
Il bene Paterno reale sacrificale: ama fino a lasciarsi
odiare, sacrificare.
È la novità unica ed assoluta del cristianesimo, al punto da
costituire la prova assoluta: amare così è proprio dei figli
di Dio. E non è che lo debbano rendere appariscente, perché
da se stesso lo è. È una novità che colpisce, che fa pensare,
che fa cercare il perché nascosto: come mai questo
cuore mortale fa ciò che i mortali non fanno: subisce in
silenzio e con amore, pronto a far del bene al suo torturatore?
L’unica appariscenza del bene che facciamo è quella
che è connaturale a novità divina: fare il piccolo.

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