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Appropriazione di bene fatto ai miei fratelli: oggi. L’uomo
che cambia mi ha fatto cambiare. Lui da piccolo a grande;
io da grande a piccolo. Mi ha rifatto a nuovo. Avrei
dovuto scatenare una corrente di bene, e invece nessuna
accensione: tutto spento.


Dal bene appariscente al bene attraente. Dal bene disponente al bene aderente. Dal bene gloriante al bene vagante.
È sempre il bene che nasce dalla mia prima assoluzione
che ottengo negandomi il piacere dell’amarmi e dell’odiare,
che va assumendo una varietà di facce quali sono
volute dal piacere del bene.
Il piacere del bene vuole un bene con queste capacità e
qualità: appariscente, attraente, disponente, aderente, gloriante,
vagante, per appropriarmene.
Vagante è quel bene che pur avendo un nome velato, io
glielo cancello, per metterci il mio. Abbiamo parlato del
divino. Prima del divino fatto da me ai miei fratelli abbiamo
considerato il divino fatto a me.
Quello di origine: corpo animato e spirito spiritato. Quello
di impiego: il Paterno prima, e il Figliale poi, e questo
fideato. Dal divino fatto a me, siamo passati al divino fatto
con me ai fratelli, come sacerdote.
È bene Pneumatico fideato: fatto dallo Pneuma mediato
dal sacerdote. Dovremmo essere cogenti: Lui principale,
io secondario.
Ma nei tempi passati mi fu sommamente facile appropriarmi
del bene che faceva Lui con me. La mia parte si è fatta
dominante, e la sua sempre più calante. In questa appropriazione
mi hanno aiutato:
1) Il sentire umano: l’uomo si sentiva piccolo, e l’autorità
e la sentiva grande.
2) L’ambiente sociale letteralmente chiuso e accuratamente
isolato dai fermenti negativi esterni.
3) Il martellamento delle verità capaci di incutere paura e
piegare decisamente al bene.
Degli ottimi risultati io me ne sono sfacciatamente appropriato,
per averne tutta la gloria solo per me. I tempi presenti
mi stanno istruendo e correggendo. In quale modo?
Il bene ieri era imponibile: si poteva imporre. Oggi quasi
più neppure proponibile a vuoto. Il presente mi sta chiarissimo
davanti alla mia osservazione. L’uomo di oggi si
sente grande; l’autorità sempre più piccola. La chiusura
dell’ambiente frantumata e l’isolamento definitivamente
superato. La paura perfettamente liquidata, e con essa
sono cadute le verità che presiedevano alla paura del castigo
di Dio: peccato, giudizio, inferno, Satana stesso.
L’uomo cambiato mi ha fatto cambiare: le maniere dure
mi sono cascate di mano; i comandi mi si sono sciolti; i
castighi ormai inefficaci sono crollati da sé. Sotto la spinta
di una tale novità, io mi sono visto rifarmi tutto a nuovo,
in un settore che risulta proprio il più difficile: quello dei
bambini.

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