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Cristiani sposi del sociale, ma divorziati dal piccolo evangelico.
Ormai siamo Chiesa del sociale: dello stare insieme.
Trappola infernale; non più una Chiesa del piccolo
evangelico. Non abbiamo il coraggio; sarebbe facile dalla
foce risalire alla sorgente, avere il matrimonio dopo quel
divorzio.

Mi rinnego il piacere dell’amore di odio, sciolgo la morte
dell’amore (prima assoluzione), svolgo la vita dell’amore
a Dio e ai fratelli. L’amore produce il bene, che mi piace,
e l’amore per me è pronto a farmelo divorare. Il mio bene
va ai piccoli; va anche ai poveri, per farne dei piccoli. Mi
rimangono i poveri naturali; gli artificiali o sociali mi sono
stati rubati da un’idea. La Chiesa non ha taciuto, e la sua
parola è diventata Dottrina Sociale volta a recuperare la
classe operaia. Chiama i più fedeli ad associarsi per portare
la sua dottrina, ma le associazioni subiscono l’incanto
dell’idea. Così anche i preti operai assumono i metodi di
lotta, e la Chiesa li richiama.
1) La vocazione sociale della Chiesa si è affermata.
2) La dottrina va in svolgimento: giustizia sociale, sviluppo,
promozione: diventano la sua nuova missione.
3) Le si dà un sostegno che sembra valido: la dignità della
persona, senza sapere che Satana gliel’ha polverizzata.
Gesù che l’ama, se l’è lasciata stracciare. Se avesse difeso
la sua dignità morale e messianica divina, non avremmo
avuto né Risorto, né Chiesa, né salvezza Figliale.
a) Lui sacrifica la presente per la futura. Noi difendiamo
la presente che non abbiamo, e non lasciamo
neppure spuntare la futura.
b) Gesù annuncia la giustizia, denuncia l’ingiustizia e
poi mette mano all’amore, e si lascia annientare nella
sua grandiosa dignità. Noi cristiani annunciamo la
giustizia, denunciamo l’ingiustizia, ma non mettiamo
mano all’amore per fare il piccolo e insegnare ai
poveri sociali a fare il piccolo come Gesù. Ci siamo
lanciati nella giustizia e nell’azione sociale, e non
siamo passati al Vangelo che è quello dei piccoli.
c) Anche Gesù ha fatto azione sociale, quindi del bene
sociale, ma lo ha posto unicamente come segno di
quell’altro bene che si consegue unicamente nel fare
il piccolo. La giustizia sociale in funzione di quella
Pneumatica conseguibile solamente dai piccoli.
Chi mai è riuscito ad ammaliarci con fascino del
bene sociale, strappandoci dalla roccia del piccolo
evangelico?
1) Una sirena: l’idea materialista.
2) Un incanto: la giustizia sociale conclamata esigita dalla
presente dignità dell’uomo.
3) Un oblìo: quello del piccolo evangelico.
4) Uno sprofondare inarrestabile nella abissale schiavitù
del sociale.
L’operazione ideata da Satana è scattata come un tranello
micidiale. Da quell’inganno è uscita la Chiesa del sociale.
Se non lo fossimo non avremmo più spazio per affermarci
nella società. Il Papa deve essere sociale; altrettanto i
Vescovi; e il prete, e i laici: tutti proiettati a parole, per
iscritto e con l’azione, ad annunciare, a denunciare, mai a
proporre ai poveri sociali il piccolo evangelico. Abbiamo
sposato il sociale divorziando dall’evangelico. I cristiani
non ne sono più capaci. Solo lo Pneuma potrà dire queste
cose dalla Chiesa del domani, che sarà Chiesa dei piccoli.
Se alla foce del fiume l’acqua è sfacciatamente inquinata, è
saggezza ripercorrere il corso fino alla sorgente. Dall’aver
sposato il sociale divorziando dall’evangelico è venuto il
gravissimo inquinamento. È la teologia della liberazione.
La persona va integralmente liberata. Prima dalla schiavitù
sociale che condiziona quella interiore. La prima diventa un
bene assoluto da conseguire con ogni mezzo. Se non basta
la lotta verbale, si passa a quella armata, con la lotta violenta.
La Chiesa ha tremato davanti a tale assurdità, senza
avere il coraggio di risalire alla fonte. Liberazione violenta
è figlia naturale di un matrimonio sociale preceduto da un
divorzio evangelico. Il compromesso Ratzinger è stato una
fuga dalla confessione: sposato il sociale nella infedeltà
all’evangelico: la Chiesa latino- americana è il figlio nostro.
La trappola infernale del bene sociale è perfettamente riuscita.
L’esca è stato il bene sociale fatto brillare dall’idea.

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